PERCHE’ WALkING-OK

BIOENERGIA E BIOENERGETICA

Premesso che nel corpo umano, come in ogni organismo vivente è presente un’energia vitale, comunque essa si manifesti (anche attraverso il carattere della persona). Questa energia è stata definita bioenergia.

 I processi somatici, psichici e tutti quelli vitali, sono determinati dall’azione della bioenergia. La bioenergetica è la branca della biochimica che studia tutti i processi attraverso cui le cellule utilizzano, immagazzinano e scambiano energia. In psicanalisi la bioenergetica studia il rapporto tra mente, corpo e ambiente esterno. L’analisi del movimento rivela un sottostante processo energetico. Mentre non pensiamo ai nostri movimenti, la riflessione diventa necessaria per comprendere la dinamica del movimento: walking-ok.

WALKING-OK E’ CONSAPEVOLEZZA

Una camminata per fare quattro passi, con la testa aliena, è un  comune andare a piedi e espressione bioenergetica, anche se non ne  abbiamo coscienza perché la mente è fuori di testa. Quando dei nostri passi non abbiamo coscienza di dove mettiamo i piedi le conseguenze sono spesso dannose.

Quando la mente resta connessa al corpo prende coscienza delle manifestazioni bioenergetiche e le esperienze del corpo diventano conoscenza, scienza, padronanza, postura, e carattere: walking-ok.

Walking-ok è marciare con metodo finalizzato alla salute, al buonumore, al peso forma, alla determinazione e alla formazione del carattere.

Walking-ok, praticato nello stile di vita, diventa sport e allenamento vincente finalizzato a correggere e a evitare scorrettezze posturali e le conseguenti sofferenze somatiche. Previene e cura le sindromi dannose al metabolismo e numerose malattie .

Davide novembre 2018

PERCHÉ CAMMINARE-ok

Molti mi chiedono perché camminare-ok?  Le mie risposte sono tante e qui ne presento alcune.

Camminare-ok perché la vita è dinamica, bisogno fisiologico e intellettuale di percorrere la strada della vita; perché l’uomo è viandante che scruta l’orizzonte, e esperienza cosciente; aiuta il metabolismo a bruciare il plus e le scorie dell’organismo e la circolazione dei liquidi corporei; fortifica il sistema immunitario e ci fa sentire liberi. La mancanza di movimento crea impotenza fisica e abbassa il buonumore.

Il cucciolo di uomo attivato dal dinamismo della vita si mettere in piedi per camminare-ok, senza più fermarsi. Sulla strada della vita allena mente e corpo al gioco creativo di se stesso, che gli consente la soddisfazione di evolvere. Camminare-ok è evolutivo.

Camminando-ok sulla strada della vita, il gioco del bambino si fa istruttivo e responsabile; il bambino conosce se stesso, matura il  buonsenso del maestro, che si fa maestro di se stesso. Camminando-ok sulla strada della vita il bambino trova le risposte al perché camminare-ok, al desiderio di fare ciò che pensa e matura il suo modo di porsi nei confronti della vita, di costruirla e di coltivare la salute. Sulla strada della vita costruisce la sua vita e lascia le sue tracce.

Il bambino sopravvive in ogni persona adulta.

Il movimento riattiva corpo e mente. Il movimento è vita. Anche solo un passo dopo l’altro, il pensiero di una passeggiata è un andare verso. L’esercizio da cui vi consigliamo di ripartire è il respiro OK e la postura corretta. Tornate a onorare la bellezza di introdurre ed espellere aria camminando al passo.UNA CAMMINATA AL GIORNO OGNI MALE TOGLIE D’INTORNO
 WALKING-OK E’ CAMMINARE-OK per eliminare gli impedimenti alle dinamiche del movimento e al potenziale bioenergetico.
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SINERGIA DI MENTE IN CORPO

CAMMINARE E’ BISOGNO PER LA VITA

E SODDISFAZIONE PER IL RISULTATO

CAMMINARE OK E’ BENESSERE

L’uomo non è nato cavallo e neanche un mollusco di scoglio

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Walking-ok è sollecitazione di quel moto carezzevole nei sensi e gioia dell’anima, già esperienza del bambino, quando gli impulsi ancestrali hanno promosso e iniziato quel bambino alla conquista del suo futuro, con lo stimolo “alzati e cammina”.

FUOCO DELLA VITA

L’esercizio walking-ok alimenta il fuoco della vita e produce i benefici dell’esercizio aerobico quando in ogni allenamento viene prolungato per circa 20 minuti ad un’intensità che permette al nostro corpo di ottenere energia bruciando ossigeno insieme ai carboidrati e ai grassi. Gli esercizi aerobici potenziano il sistema cardiovascolare e facilitano inoltre l’ossigenazione delle cellule nei distretti corporei periferici.

Eseguito con un’intensità media per un periodo di tempo prolungato, provocava benefici all’organismo attraverso la tonificazione del sistema cardiovascolare con un conseguente miglioramento del fisico aumenta la massa muscolare diminuzione la massa grassa. Nell’esercizio aerobico la mente deve restare attenta a ciò che accade nel corpo, il respiro deve essere armonioso con il movimento complessivo e apportare la quantità di ossigeno proporzionata allo sforzo dell’organismo. L’allenamento deve essere periodico, ravvicinato quanto basta a non perdere i benefici raggiunti nei precedenti allenamenti. Un buon allenamento in walkin-ok e la dieta di buon senso (vedi www.voluptasclub.it) assicurano la riduzione del peso di troppo e tanti altri benefici sulla fisiologia del corpo. A coloro che iniziano a praticare esercizi aerobici e comunque di sforzo consigliamo di consultare preventivamente un medico. Walking-ok eseguito con tecniche aerobiche favorisce la diminuzione del peso di troppo e del complesso della salute dello stesso corpo. Fare quattro passi distratti dalla tecnica relativa allo scopo della disciplina aerobica non porta alla diminuzione del peso corporeo di troppo.

DARE IMPULSI AI PASSI.

Sulla strada della vita, l’uomo consapevole procede per passi mossi dagli stimoli nel mito di se stesso.

Scambiare i passi accompagnati da un brano di musica a tempo di marcia è stimolativo e portatore di buon umore che contribuisce a tonificare e armonizzare l’intero corpo. Il ritmo è efficace fin dove riscalda il corpo limitato a umettare senza sudare. Il sudore grondante è da evitare perché affatica e invecchia il corpo. Per bruciare il grasso di troppo non è necessario affaticarsi di troppo. Nei primi allenamenti può essere utile ascoltare un brano di musica stimolativa del ritmo, ma successivamente, quando il ritmo è (entrato nel sangue) non ne avrete bisogno. Per evitare distrazioni della mente dal corpo, che toglierebbero impulso ai passi, può tornarvi utile impegnarla al comando del corpo, di tipo militare: unò, duè- unò, duè…. L’impulso volontario è importante a dare la direzione all’energia utilizzata dal movimento vincente anche per la componente psichica.

RESPIRO E FUOCO DELLA VITA

La potenza di ogni focolaio aumenta soffiandoci sopra. La potenza del metabolismo, fuco della vita, aumenta ampliando il respiro. L’ossigeno è il comburente nel fuoco della vita che brucia i carboidrati e i grassi per produrre l’energia necessaria all’esercizio motorio. Walking-ok è aerobico quando brucia i carboidrati e il grasso di troppo accumulati nell’organismo. Walking-ok aerobico, come ogni esercizio aerobico finalizzato allo smaltimento delle scorte di troppo, può sembrare sprecone, ma in realtà lo speco è avvenuto con il mangiare di troppo rispetto allo stile di vita vissuta. Nel nostro caso wolking-ok aerobico ha la finalità di rimediare al disagio e alla minaccia di malattie molto gravi che non sempre si rivelano con il peso di troppo. In questo nostro tempo di consumismo di troppi alimenti calorici e di sedentarietà il proposito di camminare diventa bisogno da soddisfare. Praticare il Walking-ok fa sempre bene e praticare walking-ok aerobico è necessario al ripristino del salutare peso forma.

A A A DIMAGRIRE  E  STAR BENE CON SE STESSI E’ IL TEMA CHE SARA’ TRATTATO nell’incontro con -Dottor Maurizio Romoli- omeopata-  esperto in alimentazione proteica dissociata. -Maestro  Davide – esperto in discipline olistiche del benessere bioenergetica e fisica quantistica. PRESSO LA SALA CONFERENZE DEL CONVENTO SAN GIOVANNI BATTISTA CAMPOBASSO ALLE ORE 17 E 30 DEL GIORNO 9 NOV. 2012

Due parole per una metafora del camminare: walking-ok Con la parola camminare rappresentiamo tanti stati d’animo e tanti significati. Camminare, sono andato a fare una camminata, ho camminato, camminando camminando, ne ho fatto di cammino, ecc. Camminare è pur sempre una successione di passi che ci consente di avanzare, di percorrere un tragitto, di percorrere una strada, di raggiungere una meta. Camminare esprime un bisogno, un desiderio, una volontà. Camminare-ok significa camminare nel modo giusto, ma anche andare con spirito positivo.  Quando lo spirito positivo ci accompagna nel camminare,  la nostra postura risulta dritta verso il cielo e ci sentiamo leggeri, più alti. Dopo aver provato la camminata-ok , che noi addetti chiamiamo walking-ok, un prete mi disse: “Con wolking-ok mi sento più vicino a  Dio.” alias Davide

 CAMMINARE QUANTO BASTA

Le domande più ricorrenti sull’argomento walking vertono su questa  domanda per tante risposte: “ Per quanto tempo, per quanti km e con che frequenza bisogna camminare ? “. Questa è la mia risposta sintetica: “ E’ sufficiente camminare quanto basta alla salute per vivere e sopravvivere”. Ciò che basta alla salute è quel senso di benessere che avvertiamo in  un punto della camminata.  Qui finisce la camminata salutare. Accade poco prima che inizia la stanchezza in cui non dobbiamo cadere. Ovviamente stiamo parlando di allenamento fisico finalizzato alla salute, non di competizione e neanche si tratta di fare quattro passi. Qualcuno mi dice che ne da di passi durante la sua giornata di impegni e io colgo l’occasione per ripetere che walking-ok significa allenarsi camminando, per raggiungere dei risultati rispetto alla propria salute, non rispetto alle faccende da sbrigare. Lo scopo è la salute, la forma fisica e la qualità della vita. Certamente dei risultati beneficeranno anche le faccende nel quotidiano. Tutti sappiamo che camminare quanto basta  è necessario alla salute. Ne basta tanto quanto il singolo organismo richiede e consente. Non giungere alla condizione di grondare di sudore: smettiamo quando ci sentiamo umettati. Durante i primi km l’organismo si riscalda e nell’accumulo di energia  si scioglie la sua fisiologia. A questo punto cominciamo a sentire la condizione di benessere dovuta alla migliore motilità energetica e meccanica. Non camminare sovra dolore e non insistere oltre, quando scende la potenza della grinta, perché sta per giungere la stanchezza. La lunghezza ottimale del percorso è quella che il vostro organismo consente in ragione dell’allenamento. Allenarsi non vuol dire affaticarsi e richiede perseveranza e metodo. Walking-ok è  metodo utile, all’allenamento motorio e di provata efficacia terapeutica in quanto fisioterapia e psicoterapia. Ci sono percorsi ottimali in ambienti naturali spesso non praticabili per chi è affaccendato da impegni quotidiani e per la lontananza ma un buon allenamento può essere praticato anche sotto casa, riservando quei bei percorsi alle uscite con il gruppo con cui condividere le esperienze e socializzare. Ogni ora è buona purché non siete stanchi o appena avete mangiato.  Copritevi dal freddo e non esponete la pelle al sole più del necessario. Vestite non aderente, in modo da non limitare i movimenti. Le scarpe dovranno essere comode e morbide adatte al suolo, con allacciatura alta alla caviglia. Non spogliatevi  in caso di sudorazione fastidiosa ma alleggeritevi. Evitate di bere durante la camminata e astenetevi dal bere bevande fresche durante e dopo la camminata. In città vestite con decenza e in campagna state coperti anche per evitare punture di insetti. Ottimizzate gli sforzi , non ponetevi in competizione,. Gli sforzi danneggiano la struttura fisica e aumentano in modo dannoso la produzione di radicali liberi che tra l’altro invecchiano l’organismo. Camminando non lasciatevi tentare di gareggiare con altri o con voi stessi. Meglio accompagnarsi con altri cointeressati ma non col chiacchiericcio che distrae dallo scopo dell’allenamento. Dopo il primo periodo di apprendimento delle tecniche motorie seguite almeno saltuariamente un trainer se non disponete di un maestro in discipline olistiche per il bene del corpo e della psiche. Queste sono  regole scaturite dalla lunga esperienza da parte di praticanti maestri non occasionali. Perchè walking ? Walking per quel moto carezzevole dei sensi e per la gioia dell’anima. O82013 Davide

WALKING-OK: il nudo piacere di vivere. Epicuro (uno dei pochi grandi dell’umanità),Fotografie-0053-150x150 convinto di poter trovare il senso della vita nel nudo piacere di vivere , si occupava di limitare ogni desiderio a tutto ciò che è naturale e alle condizioni naturali di vita, che il desiderio deve tutelare. Sosteneva che lo stile di vita semplice fosse il modo migliore per vivere bene.Il camminare è la cosa più naturale e più semplice per chi riesce a stare in piedi, fisicamente e psicologicamente. Certo è che non tutti stiamo in piedi nel modo migliore, e il miglior modo è quello più naturale che consente di percorrere la propria strada, anche in epoca moderna in cui camminare è diventato uno sport da fare. Camminare non è qualcosa da fare per fare qualcosa. Camminare è bisogno fisiologico e psicologico da soddisfare, è esercizio alla salute che ripristina e stabilisce la postura e la dinamica corretta del camminare verso la salute. E’ l’emozione e il sentimento di fierezza nell’anima che ripagano del costo energetico. Camminare ha anche il significato di rendersi in grado di provvedere a se stesso, percorrendo la strada nel senso che diamo alla vita. E’ anche la prima attività del bambino, di apertura al mondo da percorrere. In epoca moderna camminare è l’ultima spiaggia, quando gli altri mezzi di locomozione non ci assistono, ma la fisiologia non rinuncia alla soddisfazione del bisogno di camminare e se impedita, scarica la forza del bisogno in patologia. Camminando, possiamo esercitarci a fermare il tempo come ad occupare il tempo, scacciando la noia e occupare il tempo senza perdere tempo, prenderci il tempo della nostra vita cosciente che è quello da desiderare: “ quello della percezione della felicità, di chi si sente sufficientemente sano nel corpo e abbastanza esercitato nell’anima per non coincidere con i propri tormenti”. Walking-ok è camminare meditando: stando presente nel tempo dedicato al proprio corpo, ci consentiamo di accogliere il godimento incontrato nello stupore per il piacere, procurato dalla partecipazione di corpo e anima, che ignorando  il tempo passato e futuro, giungono alla pienezza del saper vivere l’istante presente nell’esercizio. Walking-ok è terapia tecnica e pratica fisica, applicata con scopo al ben vivere, dell’equilibrio tra corpo e mente, che nutre il saper vivere nello spirito della filosofia del personale stile di vita. Ognuno di noi ha un personale modo di camminare e di fare le cose, ma ciò che conta è il senso che gli diamo, a volte senza saperlo, che è comune all’umanità: essere sufficientemente soddisfatti, per ciò che si fa e per come si fa per il mito di se stessi, che è l’amore transpersonale che ci consente di vivere da essere umano consapevole, oltre la dimensione del naturale bisogno personale di sopravvivere, rimane il desiderio di immenso, d’infinito quasi toccato ma certamente sentito come mistero dello scintillio del tramonto sul mare che saluta il giorno, di strada ritrovata nel bosco che porta alla sorgente di acqua viva, che ripaga la fatica dopo la camminata: ”il nudo piacere di vivere” è il ponte tra la dimensione di ognuno per sé e quella del Dio per tutti, che consente di vivere tutti nell’uno. Nel walking-ok  il corpo, metafora della sottomissione alla mente,  esprime il bisogno fisiologico con  la sua inalienabile motilità. E’ il moto più naturale  del corpo che esprime il bisogno degli impulsi vitali. Camminando-ok,  il corpo mette a nudo se stesso, alla consapevolezza del desiderio nell’anima, concedendosi al godimento perfetto; nell’armoniosa sua dinamica porta il corpo, la mente, e lo spirito all’armonia della soddisfazione durevole, che nasce dal nudo piacere di vivere. E’ l’esercizio che supera il contrasto tra bisogni del corpo e desiderio nell’anima, che si fondono nella personalità equilibrata del libero individuo. La perseveranza nell’esercitazione fonde l’espressività del libero individuo  con la legge dell’evoluzione, il cui simbolo motore è il camminare nella vita in presenza dell’essere presente, perché la vita non se ne andasse senza viverla. Camminando ok ci rendiamo capaci di distacco da egoismo e vanità, nell’esercizio del renderci presenti, rispondendo consapevolmente, all’appello dello stimolo naturale al movimento, che trasmuta, le forze distruttrici della vita, in creative. Siamo venuti dal paradiso, o chi sa da dove, nella dimensione umana di questo mondo della natura, dove provare, in consapevolezza di spirito, il piacere e il dolore nel corpo; per guadagnare il nudo piacere di vivere, tra le disillusioni e le sofferenze, riservate a ognuno di noi dalla natura e dai nostri comportamenti, nessuno di noi escluso : bambini, giovani, vecchi, ricchi, poveri, saggi, meschini.

Davide 260713

L’ATTENZIONE

Avendo deciso di andare a fare delle compere, sto percorrendo, a piedi, la solita strada che porta nei luoghi dove, probabilmente, troverò ciò che ho deciso di acquistare. Per molto del tempo che ho impegnato per giungere sui luoghi pensati, la mia mente è stata occupata dai ragionamenti sulle scelte da fare. Nel percorrere la strada, metto il piede sulla prima striscia pedonale, non sono stato attento all’ auto che mi stava piombando addosso. Mi ha reso consapevole, di ciò che stava per accadere, lo sfregare delle gomme, della brusca frenata. Proseguo nel mio percorso con attenzione e riflettendo sull’ accaduto, per alcuni minuti; quando stavo attraversando un giadino pubblico con il piano di calpestio in ghiaia, metto il piede su una merda di cane, ben asciutta, da non inzozzare la mia scarpa. Pensavo oggi sono fuori di testa, per significare che la mia testa non si trova sui posti dove mi trovavo fisicamente; passondo davanti al primo negozio, che avevo stabilito di visitare, non l’ho veduto e sono andato oltre. Al solito non sono così distratto, lo sono quanto gli altri. Quel giorno ho percorso quella strada senza neanche sapere  dove mettevo i piedi. Certo, voi sapete dove mettete i piedi, a me capita di saperlo. Qualche volta fate caso, per un breve tratto di strada, su quante volte avete avuto coscienza, senza aver preso l‘impegno, di osservare dove avete messo i piedi. Quando siete alla guida della vostra auto, quante volte vi siete distratto dalla strada ?  Quel signore che è morto a ottant’anni, per quanto tempo della sua vita è stato distratto da ciò che stava facendo pensando ad altro? Quanti incidenti avvengono per distrazione ?  La mente è fatta così, lascia, prende e per un poco si posa, come nei bambini è restia ad applicarsi, quando lascia la guida del corpo interviene il pilota automatico. Quando arriva all’attaccamento oppure all’ossessione, tormenta l’anima, nel vortice dei ragionamenti senza soluzioni.  Sono sempre i pensieri che tormentano l’anima ? I pensieri tormentano la mente, con il ripetersi ossessivo e con il perseverare nel desiderio del vizio,  oppure le danno sollievo, come fanno i pensieri positivi, ma lo stato dell’anima ha bisogno di emozioni, che possono sorgere dalla mente e causate dai pensieri, e da eventi consci e inconsci. Lo stato dell’ anima è mutevole e vi sono giornate in cui siamo più distratti che in altre, ma in realtà per la gran parte delle cose che facciamo ne siamo coscienti solamente quando stiamo pensando di farle e nei primi momenti che le stiamo facendo, appena dopo pensiamo ad altro. Questo dimostra che siamo consapevoli del presente, molto poco rispetto al vagare della mente nel passato e nel futuro o nel vuoto senza tempo.  Del nostro corpo abbiamo la consapevolezza nei pochi minuti che passiamo al bagno ( WC) per liberarlo, se non leggiamo il giornale e nel breve intervallo del pasto veloce, se non siamo attenti ad altro. La mente si comporta come se avesse una vita propria, separata da quella dei bisogni del corpo, di cui si dovrebbe prendere cura, e si sorprende quando il corpo si lamenta dal dolore che la porta a riflettere: e mo che succede ?  Il corpo viene costretto, trascurato e senza un pizzico di nudo piacere per la sua fisiologia. Il corpo per sua natura non ha fretta e la fretta della mente lo costringe anche ad accelerare il tempo fisiologico, che chiede per una mangiata e una cacata. Il corpo umano è stimolato da impulsi fisiologici istintivi, che non mettono fretta, salvo che nell’emergenza;  prospera nel nudo piacere, che non sia il vizio ma una carezza, una mangiata, una cacata, tutto ciò che nudo piacere .La mente, pur essendo destinata a coniugarsi in armonia con il corpo, di cui assumerne il governo offrendo stima e considerazione, preferisce i suoi pensieri e la sua anima, e chiede al corpo dedizione e sacrificio quando è interferita e aberrata, al punto da corromperlo con il vizio e uccidendolo. Gli animali, non avendo i pensieri, non praticano il vizio e neanche il suicidio.La mente, libera da interferenze e aberrazione, ha una funzione positiva sulla qualità della vita umana, dandogli la consapevolezza del senso della soddisfazione. Certamente la distrazione della mente, dal corpo e dall’obbiettivo sullo scenario del senso della vita, non porta alla soddisfazione e al nudo piacere, come non porta alla condizione dell’anima serena, che consente di utilizzare tutte le personali potenzialità nell’affrontare i problemi della vita e dare speranza e entusiasmo, che portano alla pienezza della soddisfazione, colmando anche quel senso di mancanza che abita nel pericardio. La mente nasce bambina e per questo deve crescere ed essere educata all’ambito della consapevolezza del terzo occhio, occhio della consapevole realtà della vita. Il terzo occhio o occhio del discernimento, sarà in grado di governare le energie dell’emozioni con saggezza. La vita senza senso non passa per la mente si ferma nel corpo dove passa il tempo fisiologico e biologico. Nella vita che ha senso, mente e corpo sono sintonizzati sulla consapevolezza dell’esistenza del tempo presente. La vita ferma nella mente è illusoria del tempo passato e del futuro. La vita consapevole è esercizio costante all’essere presente. L’uomo, per la gran parte del suo tempo esiste nei pensieri e perde il contatto con la realtà del corpo e dei suoi sensi.Vero è che siamo consapevoli di esistere perché pensiamo, ma il solo pensiero non basta per vivere. La vita è sempre degna di essere vissuta e per questo ogni organismo vivente difende la sua. L’uomo consapevole, la difende e ne migliora la qualità. Manca l’esercizio della mente alla saggezza, e a restare coniugata con il corpo, con lo spirito positivo dell’anima. Vero è che l’animale vive per mangiare e l’umano mangia per vivere. Vero è anche che viviamo perché i pensieri ci danno la consapevolezza di esistere. Come è vero che la vita che conta è quella vissuta in consapevolezza della realtà del nostro corpo e quella ad esso esterna, nonché  l’impegno consapevole nel senso che diamo alla vita.

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IMPULSI A VIVERECopia-3-di-DSCF2919-300x300

Ho  una nipotina di sedici mesi. La vedo ancora seduta su un tappeto steso sul pavimento dove si spostava da un punto a l’altro gattonando. A volte, restando seduta, puntava  a terra i talloni, per trascinare verso di essi il sederino, aiutandosi con le braccia spingenti verso terra, si dirigeva dove voleva. Qualche mese dopo si alzava in piedi,  sostenendosi a qualsiasi cosa che stesse ferma. Questi stessi sostegni li ha utilizzati, come corrimano, quando ha cominciato a sperimentare qualche passo.  Dopo pochi giorni era già in piedi, libera da appoggi, registrava il suo meccanismo dell’equilibrio sui due piedi protesa a scambiare il passo e rendersi indipendente da ogni appoggio. E’ fremente, dal desiderio di rincorrere il fratellino, più grande di lei un anno, che correndo entra e esce dalle stanze. Ora anche lei corre con il fratellino con cui condivide la gioia per la libertà conquistata. Partecipa e si afferma, stimolata dalle sue emozioni positive, in quella libertà. Ora crescono e si rafforzano, con l’esercizio, nella struttura del corpo. Giocano, creano, guastano, fanno baccano, sono vivaci. Ora corrono ogni giorno verso la vita aprendosi alle interrelazioni con gli estranei con cui condividono il vivere quotidiano della scuola materna, che prepara allo sconfinamento dell’ambito della famiglia, al sociale e a l’amicizia. Spinta dagli stimoli fisiologici di cui freme, si è impegnata tanto a mettersi in piedi, a registrare il suo primo meccanismo dell’equilibrio di se stessa: reggersi su un solo piede, per superare la condizione della precarietà della dinamica e la statica, e anche quella psicologica nella vita della sua persona. Passo dopo passo manifesta costanza, perseveranza e cognizione nel apprendimento, consapevolmente intelligenti, in quella progressione di eventi  della sua vita, che conquistano il nudo piacere di vivere nel realizzarsi. L’esperienza intelligente si registra nei suoi geni e catalizza le emozioni, negli eventi di cui già racconta e che attiveranno le sorgenti dei comportamenti. Ora cammina spedita sulla strada della sua vita,  Si arrampica per salire in alto, con il sentimento di conquista vive le sue emozioni. Le ordiniamo di fermarsi, ma lei stupita si ferma ma non può, a volte si ferma come per riflettere, subito lei continua, e ce  la mette tutta, per non sentirsi prigioniera. Per lei la libertà è movimento, possesso e conoscenza da vivere, nella consapevolezza dei sensi, nella sensibilità e sensualità. E’ visibile che dentro di se c’è sincronismo e unità tra corpo, desideri e spirito della volontà, manca di quella esperienza da intendere con la prova, che costruisce con i suoi giochi. Vibra il suo corpo, di piacere funzionale alla vita, di gioia nel suo spirito, mentre realizza i suoi giochi a occhi aperti, camminando sulla strada che va nel senso del mito di se stessa, di cui non è ancora consapevole. Costruisce con le sue potenzialità crescenti, già alla età di circa due anni, quando sceglie di che cosa lasciarsi vestire e cosa fare  nel mito di se stessa.  La vedo stimolata da impulsi ancestrali a soddisfare la sua richiesta intima di passare della sincronia con la madre alla sinergia con il suo ambiente esterno, dove si realizza nei suoi giochi. Crescendo e maturando, realizza la sinergia tra mente analitica e emozioni, le cui potenzialità  consentiranno  di realizzare la sua felicità. La sua vita è un continuo mettersi in gioco, con tutte le potenzialità acquisite  e  caratteriali di cui dispone la sua persona. Gli impulsi ancestrali, che l’hanno stimolata a mettersi e stare in piedi per camminare sulla strada delle emozioni,  senza istruzioni, le consentono di realizzare se stessa, celebrando l’armonia del corpo in quanto tempio dell’anima, con la mente e lo spirito. La guardo e penso per lei, alla sua personalità: una vita piena di consapevolezza e di forza d’animo. La vedo stringere tra le mani  il  corpo, con amore, nel piacere e nel dolore: una vita piena di senso, che dia senso ai sensi. 130813 alias Davide

WALkING – OK  E’ MUSICA  Gli hobbisti evoluti,  chiedono  di  sapere riguardo alle tecniche e agli scopi  del Walking-ok ( camminare – ok). Non mancano di fare queste domande:  “Quando deve essere lungo un passo?” A questa prima domanda succede quest’altra:  “Quale è il ritmo del passo?” Prima di rispondere faccio questa premessa: ”La vita è un palcoscenico dove suona l’orchestra dell’ IO per la gloria della vita.  Walking-ok è la danza della vita, che ha il passo del ritmo della sinfonia del cuore”. La persona è più di un insieme di noduli autonomi, essenziali per una specifica funzione. Ognuno di questi moduli, con funzioni specializzate, deve interagire con tutte le altre, in mente e corpo, e la loro integrazione complessiva crea un insieme paragonabile a un’orchestra, costituita da migliaia di strumenti, che si dirige da sola, seguendo una partitura e un repertorio in continuo cambiamento. Come ogni orchestra ha bisogno di continuo concertare facendo appello ai ricordi alle esperienze, ai sentimenti e alle emozioni associati alla vita personale. Le convenzioni e i simboli  nelle regole sono parte di un linguaggio convenzionale delle tecniche, come in uno spartito di una suonata. Ciò che conta è il risultato artistico e tecnico raggiunto, in termini di soddisfazione per la vita, nel concertare le potenzialità individuali al fine di dare piacere al corpo e gioia a l’anima. Nelle fasi delle pratiche è indispensabile il rispetto delle regole nelle tecniche, che portano al conseguimento delle mete come la salute, la fierezza del guerriero e allo stile motorio. Le regole del personal trainer ( allenatore) e il senso del maestro ( in discipline olistiche),  che vivranno in noi,  sono i fattori della qualità della nostra vita. Guardandoci da ogni lato e vedendoci di spalle sulla propria strada sentiamo  l’impulso del  proprio  passo, deciso ad avanzare in consapevolezza nelle nostre capacità cognitive e percettive, ci consente di stare dentro le nostre esperienze da cui sorge il fluire del gradiente per la vita. Per la tecnica, immaginatevi il passo come una nota musicale che si origina da uno strumento a percussioni,  con la sua lunghezza e il ritmo della ripetizione delle vibrazioni. Il passo non sarà più lungo delle vostre proprie gambe, misurate dalla distanza dal grande trocantere al malleolo esterno, e avrà il ritmo  del passo militare ( dai sessanta ai centoventi passi al minuto): uno- due, con l’accento che dà impulso a l’energia. Si raccomanda di rispettare il vostro cuore non affaticandolo. Il passo corto potrebbe essere causato da, come potrebbe causare, scarsa mobilità della colonna. E’ il passo dello stato dell’anima, stimolato dalla volontà nella mente, che porta al successo, in ragione del potenziale raggiunto nell’allenamento. Importante è che la punta del bastone sia puntata a terra e portata pari al piede opposto, con il contributo del braccio che accompagna in avanti, con determinazione, il corpo, non strusciando per terra. Comandate  con  l’ -uno-  il lato del corpo, e la sua gamba, che risulta non prevalente rispetto a l’altro, più volte rispetto al lato prevalente. Frequentemente il lato prevalente risulta il destro, per cui comanderete con – uno-  (impulsivo e più frequentemente) il lato sinistro, fino a quando, con la pratica volontaria e la plasticità della mente, la condizione dello squilibrio evolve al pareggio del potenziale energetico dei due lati.    280913 alias Davide  

Lo studio EPIC ha rilevato che una regolare attività fisica può aumentare la longevità e prevenire malattie a carico dello scheletro. Una regolare attività fisica aumenta molto la longevità e riduce il rischio di fratture e di osteoporosi, grazie ad un effetto PROTETTIVO sullo scheletro (particolarmente importante nelle donne in prospettiva post-menopausa)

WAlking-ok è il più salutare modo di camminare sulla strada della vita, di cui ogni uomo ne ha l’attitudine per sua natura.

Walking-ok non è una invenzione, è scoperta salutare camminando sulla strada della vita con scienza e coscienza DI HOMO SAPIENS.

 

DIETA E ESERCIZIO FISICO

Numerosi studi hanno accertato che l’obesità è una malattia e che la riduzione del peso corporeo attraverso la dieta e l’esercizio fisico potrebbe riportare alla normalità le alterazioni metaboliche che la caratterizzano. Considerato che l’obesità è invadente della qualità della vita e fattore di rischio per lo sviluppo di gravi malattie come il cancro, il diabete e patologie cardiache, numerosi studi hanno ravvisato l’utilità della prevenzione e, in coincidenza della cura, un approccio bio – psico – sociale che consideri il cambiamento dello stile di vita.

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